Extrema Ratio

Ragionevoli Sproloqui

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Racconto minimalista

Posted by Haris on Novembre 18th, 2008

Central Park


Prologo

Passeggiavamo tranquillamente nel parco.


Capitolo 1

Il primo venne colpito da un frisbee vagante.


Capitolo 2

Il secondo inciampò nella tana di una talpa e cadde.


Capitolo 3

Il terzo ebbe un incidente con un jogger della domenica.


Capitolo 4

Il quarto venne morso dal cane della vecchietta, sfuggitole di mano.


Epilogo

Io mi salvai, gli altri invece…


Fine.

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Fame

Posted by Haris on Novembre 14th, 2008

In questo momento mangerei una bella fiorentina succulenta…

Gnamme.

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Sine explicatione

Posted by Haris on Novembre 14th, 2008

Questa settimana si è finalmente sbloccato un progetto da ‘cliente importante’.
Bene, aspettavamo da un mese che ci dessero il via (che l’ufficio acquisti di ‘cliente’ approvasse la spesa).

Quindi in teoria io starei lavorando su questa cosa da consegnare a fine mese… in teoria perchè il simpatico ‘cliente’ ci ha dato il via senza darci uno straccio di requisito, una specifica, un documentino, una chiacchierata di 5 minuti, ecc.

Vabbè, vorrà dire che inventerò.

Si può andare avanti così? (Domanda retorica: si va sempre avanti così…)

out.

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Biografie Matematiche/11 - Laplace

Posted by Haris on Novembre 3rd, 2008

Nuova biografia in omaggio per i miei appassionati (ehm…) lettori: Pierre-Simon Laplace.

Vita

Laplace nacque in Normandia nel 1749 da una famiglia di agricoltori benestanti, il padre produceva e commerciava sidro.
A sei anni iniziò gli studi presso la scuola benedettina del suo paese natio, Beaumont-en-Auge, ove rimase fino ai 16 anni di età.
A sedici anni cominciò a frequentare l’università di Caen. Volendo diventare sacerdote, si iscrisse a teologia ma, fortunatamente dopo due anni si rese conto che il suo campo era la matematica. Lasciò Caen e si recò a Parigi. Il suo insegnante di matematica gli procurò una lettera di presentazione per d’Alambert che lo aiutò molto nel suo inserimento nella vita parigina.
Grazie a d’Alambert Laplace ottenne un posto di insegnante presso l’École Militaire.

Già dal 1770, a 21 anni, cominciò a presentare i suoi scritti all’Accademia delle scienze. La prima pubblicazione accettata fu del 1771 e riguardava il calcolo integrale. Laplace tentò più volte di entrare all’Accademia e, dopo alcune delusioni, riuscì nell’intento nel 1773. In questo periodo cominciò a lavorare negli ambiti che lo resero in seguito famoso: il calcolo della probabilità e l’astronomia.
In breve superò il lavoro del suo mentore d’Alambert che non la prese benissimo, anche se Laplace riconobbe sempre l’importanza dei suoi lavori.
Negli anni successivi collaborò molto con varie istituzioni francesi, tra le quali l’esercito e l’ospedale di Parigi.
Nel 1788 Laplace si sposò, con una ragazza vent’anni più giovane, ed ebbe un figlo. Dal 1785 anche Lagrange entrò all’accademia delle scienze ed iniziò un periodo di gran collaborazione e rivalità. Nel periodo del Terrore che seguì la rivoluzione francese l’accademia venne eliminata e Laplace perse il suo posto. Questo portò il matematico francese a lasciare Parigi per un anno. Non appena tornò entrò alla scuola Normale appena fondata. Questa esperienza durò appena quattro mesi, tanto durò la scuola. Fortunatamente per lui venne rifondata l’Accademia delle scienze con il nome Institut National des Sciences et des Arts. Laplace venne anche nominato direttore del Bureau des Longitudes.
In questi anni scrisse i suoi più famosi trattati di astronomia, tra i quali la Mécanique Céleste. Sotto Napoleone fu membro del senato e ricevette la legion d’onore nel 1805. Le sue idee politiche però mutarono e voto a favore del ritorno della monarchia. Durante i cento giorni di Napoleone lasciò Parigi ma, dopo la restaurazione borbonica, fu nominato marchese.
Questi sua incoerenze politica non lo rese molto popolare tra i suoi colleghi e la sua influenza negli ambienti politici scemò. Nel 1813 sua figlia morì di parto.
Laplace morì il 5 marzo del 1827, a 78 anni. Il suo posto all’accademia rimase vacante per sei mesi per la difficoltà di trovare un matematico ai suoi livelli.

Matematica

I maggiori contributi di Laplace alla matematica sono quelli contenuti nel suo lavoro in quattro volumi Mécanique Céleste. In essa riuscì a dimostrare, tra le altre cose, la stabilità dinamica del sistema solare inteso come insieme di corpi rigidi in uno spazio vuoto. Postulò l’origine dei sistemi solari a partire da nabulose e ipotizzò quelli che poi vennero chiamati buchi neri.
Nei suoi trattati di teoria della probabilità formulò il ragionamento per induzione probabilistico, formalizzò il metodo dei minimi quadrati ed altri contributi minori.
La trasformata di Laplace, invece, per cui il suo nome è famoso in fisica matematica non è sua, bensì di Eulero.

Per approfondire:

Articolo di Wikipedia

Biografia di MacTutor

out.

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160%

Posted by Haris on Ottobre 28th, 2008

PM. A: Ok, con PM. B e superCapo abbiamo deciso che dalla prossima settimana sarai all’80% sul progetto A e al 20% ti lasciamo al progetto B.

***

Il giorno dopo:

PM. B: Ok, abbiamo deciso con PM. A e superCapo che dalla prossima settimana sarai all’80% sul progetto B e al 20% sul progetto A.

***

Io al PM A. verbalmente: Senti un po’ PM.A, guarda che mi avete detto due cose diverse tu e PM. B.

PM.A: Sì,sì, tutto chiarito. Ho ragione io.

***

Io al PM. B. via mail: Senti un po’ PM. B mi confermi che sto all’80% su A come dice PM. A ?

PM. B: Certo che no. All’80% su B e al 20% su A come avevamo detto.

***

Io dal superCapo: Supercapo, PM. A e PM. B dicono entrambi che sto principalmente sul loro progetto. A chi do retta?

superCapo: Boh, senti loro…

***

160%… la matematica è morta.

out.

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Riflessioni sulla vita, l’universo e tutto quanto

Posted by Haris on Ottobre 10th, 2008

mah…

Posted in sproloqui | 3 Comments »

I rischi dela Palinaggine

Posted by Haris on Ottobre 7th, 2008

Ce lo dovevamo aspettare. Da buona repubblicana Sarah Palin, vice di McCain, non esita a dire che nelle scuole andrebbero insegnate sia le teorie evoluzionistiche sia quelle creazionistiche.

Certo… allora insegniamo anche che il mondo è sferico, ma è anche un disco sorretto da quattro elefanti in piedi sul dorso di una tartaruga gigante… che male c’e'?

Così non si va molto avanti.

http://blog.wired.com/wiredscience/2008/08/mccains-vp-want.html

out.

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Biografie Matematiche/10 – Napier

Posted by Haris on Ottobre 1st, 2008

Dopo una lunga sosta dovuta, come al solito, ad impegni lavorativi, torno a pubblicare una biografia. In questo caso di colui che ha introdotto il concetto di logaritmo naturale: John Napier (italiotamente detto  Giovanni Nepero – bah).

Vita
John Napier nacque in Scozia, nella proprietà di famiglia di Merchiston, vicino Edimburgo, nel 1550. Suo padre Arhcibald era magistrato e divenne ‘Master of the Mint‘, in sostanza il capo della zecca scozzese. Sua madre aveva solo sedici anni quando lo partorì.

Napier è la forma moderna del suo nome, in realtà non era ben chiaro come fosse scritto (Neper, Naper, ecc…). Sicuramente non Nepero (ri-bah).

Entrò alla St. Andrews University all’età di 13 anni e, data l’influenza della famiglia, lo stesso rettore lo prese sotto la sua ala protettrice. Poco dopo sua madre morì.
Non ci sono testimonianze scritte sul fatto che abbia terminato gli studi, probabilmente lasciò l’università per trasferirsi in Europa (Francia, Italia e Olanda principalmente) dove, molto probabilmente, approfondì la sua cultura matematica.

Nel 1571 tornò in Scozia per partecipare alle seconde nozze del padre. Due anni dopo si sposò anche li e si trasferì al castello di Gartness. Dovendo curare le sue proprietà, si applicò all’agricoltura in modo scientifico.

Vivendo a cavallo tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo, Napier aveva anche i suoi lati discutibili. Era un fanatico protestante e scrisse un trattato: ‘Plaine Discovery of the Whole Revelation of St. John’, per il quale ebbe una certa fama in tutta Europa. Inoltre si dedicò all’astrologia, prevedendo la fine del mondo alla fine del 1700.

Per lui la matematica era un hobby, ma i sui importantissimi lavori sui logaritmi permisero ai suoi successori un rapido avanzamento dele conoscenze matematiche e, soprattutto, astronomiche.

Scrisse il suo famoso trattato ‘Mirifici logarithmorum canonis descriptio‘ (Descrizione della regola meravigliosa dei logaritmi) nel 1614. Tre anni dopo morì a Edimburgo.

Matematica
Il nome di Napier è legato indissolubilmente ai logaritmi naturali, tanto che il numerio di Nepero ‘e’ si chiama così in suo onore.
La base dei suoi logaritmi non era esplicita pur partendo dalla definizione di funzioni inverse di funzioni esponenziali, ma il suo lavoro influenzò notevolmente Henry Briggs, che in seguito a due incontri con Napier, introdusse la base 10.

Napier sviluppò un metodo per effettuare calcoli con ‘bastoncini’ numerati, creando un regolo calcolatore ante litteram.

Per approfondire:

Biografia di MacTutor

Articolo di wikipedia

Spiegazione dei ‘Bastoncini di Nepero’

out.

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Mani nei capelli

Posted by Haris on Settembre 10th, 2008

Discussione sentita ieri al bar:

Omino: Domani parte il razzo, mortacci.

Ometto: Che razzo?

Omino: Ma come non hai sentito? Mandano un razzo nello spazio che fa er buco nero.

Ometto: Ma che nell spazio…. lo fa sottoterra er buco nero.

Omino: Ma no. Hanno detto che ce risucchia tutti.

Ometto: Sì, poesse, ma non credo sennò quarcuno l’avrebbe fermati.

Omino: E come li fermi? Coi carri armati?

a questo punto sono uscito perchè sinceramente non ne posso più di gente che mi parla del ‘buco nero’.

E tutto perchè un idiota se ne è uscito con la presunta pericolosità dell’esperimento del Cern.

Ovviamente l’idiota ha tutta l’attenzione dei media, mentre i poveracci che si spaccano il culo per fare in modo che l’esperimento riesca, sono considerati dei pericolosi scienziati pazzi.

Vabbè…

out.

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Ma perchè…

Posted by Haris on Settembre 5th, 2008

Cliente. Ma perchè se hai accettato un’offerta che dice che ci vogliono 30 giorni-uomo e gli uomini sono 2 adesso mi vieni a dire che fra 5 giorni vuoi il progetto finito?

Perchè, ogni santa volta, ti dobbiamo sventolare sotto il naso il documento che TU hai firmato per ricordarti le condizioni? Lo leggi quello che firmi?

Cliente. Mi dispiace per te, ma stavolta ti arrangi.

Eccheccazzo.

out.

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